mercoledì 21 ottobre 2015

Un Chien andalou

Il film più significativo del cinema nel periodo surrealista è proprio “Un Chien andalou”, un cortometraggio del 1929. Il film fu scritto, prodotto ed interpretato da Luis Buñuel e Salvador Dalí, diretto solo da Buñuel. 
Le immagini lo porta a fare partecipare per la prima volta al pubblico alle originali e sorprendenti effetti noti proprio con le figure metaforiche rappresentate nella storia, come le formiche sulle mani e l’occhio tagliato da una lama. Un grande effetto che porta questo cinema a differenza degli altri effetti sperimentati (come nell’horror di Nosferatu), in questo cortometraggio troviamo la rappresentazione del sogno. Il film viene prodotto in Francia nel 1928. Il cortometraggio da l'impressione di assistere alla messa in scena di un delirio onirico.
Una modifica apportata nel film fu quella del 1960, che è stata aggiunta una colonna sonora al film, sempre sotto la direzione del regista Buñuel.


Analizzando le scene, in particolare l'occhio tagliato da una lama, sono scene ripreso dall'arte figurativa degli anni venti dallo stesso pittore Salvador Dalì. Portando così in evidenza un mondo in cui vive l'essere umano ma che allo stesso tempo non ne può farne parte. Completamente un altra dimenzione. Il sogno. 
Il film è un susseguirsi di scene senza apparente connessione, che causa nello spettatore l'impressione di assistere alla messa in scena di un delirio onirico. In realtà vi sono contenuti significati molto profondi, leggibili alla luce della psicanalisi, che sono stati oggetto di numerosi studi.

La scena dell'occhio tagliato da una lama
La primissima scena è una delle più terrificanti dell'intera storia del cinema: il regista stesso, dopo aver guardato la luna, affila un rasoio e si avvicina a una donna seduta alla quale tiene ben aperto l'occhio sinistro; nella scena successiva taglia l'occhio in due (in realtà un trucco di montaggio, col taglio dell'occhio di un vitello morto). La scena è emblematica della rivoluzione visiva surrealista, che intende squarciare l'occhio dello spettatore per fargli vedere, anche a costo di grandi sofferenze, tutto quello che non ha mai visto e forse non ha mai voluto vedere. Buñuel compie comunque due operazioni - tagliare e osservare - interpretabili anche come azioni fondamentali per qualsiasi regista nella fase di montaggio di un film.

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