Per rispondere a questa
domanda dovremmo vedere prima a cosa si intende per pellicola. Una pellicola cinematografica
è un nastro perforato su uno o due lati. La parte sensibile alla luce è sempre
un composto a base d'argento, mentre il supporto era inizialmente in celluloide
(nitrocellulosa) altamente infiammabile. Ricordiamo la scena del film di Tornatore
“Nuovo Cinema Paradiso”, quando al piccolo Salvatore gioca con una pellicola cinematografica regalata da Alfredo. Per errore si brucia la pellicola mettendo in oricolo la casa con dentro la madre e la sorellina più piccola.
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| Alfredo e il piccolo Salvatore che gioca con una pellicola di celluloide |
Per risolvere le problematiche legate agli incendi che
si potevano sviluppare da questo supporto, fu introdotto prima il triacetato di cellulosa, un po' meno trasparente, ma di fatto il
più diffuso a livello mondiale, e successivamente in poliestere, più flessibile e
resistente, ma anche più sottile, con il vantaggio di contenere circa il 20% di
film in più a parità di diametro della bobina.
La pellicola
cinematografica contiene una serie di immagini fotografiche orizzontali (fotogrammi), che vengono
proiettate in successione tramite un apposito proiettore cinematografico. Un otturatore
interrompe il flusso luminoso (sia in ripresa, sia in proiezione) nell'istante
in cui avviene il passaggio tra un fotogramma e il successivo. Poi il
fotogramma si ferma nella finestrella per una frazione di secondo (nel cinema
delle origini, mediamente 16 fotogrammi al secondo, nel cinema attuale,
standardizzato dal 1928 con la proiezione sonora, 24 fotogrammi al secondo).
Ogni fotogramma nei formati
più comuni 8, 16, 35mm è fiancheggiato da una o più perforazioni, necessarie
affinché il rocchetto dentato collegato a una croce
di malta
(o una griffa) possa agganciare la pellicola e farla scorrere con moto
intermittente davanti al fascio di luce necessario alla proiezione.
Video su come si realizzava una pellicola di celluloide
Sui bordi della
pellicola sono poi collocate le tracce audio. Tali tracce possono essere
magnetiche (pasta magnetica stesa su un lato per il sonoro monofonico, o sue
lati per lo standard stereo) per tutti gli usi di sonorizzazione diretta
casalinga o semi-professionale, adatta soprattutto alla sonorizzazione di
singole copie o piccole tirature.


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