mercoledì 15 ottobre 2014

Vertov con la macchina da presa

Intorno il primo decennio del 1900, il giovane Vertov Inizia gli studi di Medicina e intanto si dedica alla poesia, a narrazioni satiriche e di fantascienza. Nel 1916 comincia ad interessarsi al montaggio di sonori e il suo interesse crescente per il cinema è accompagnato da quello per il futurismo che gli ispira anche il nome d'arte che si scelse: "Dziga Vertov" vale a dire "vertice rotante" in lingua ucraina.
Vertov con una macchina da presa

Il suo primo vero cortometraggio è L'anniversario della Rivoluzione, del 1919. Il passaggio da "regista di Stato" a "regista di avanguardia" si ha con iKinopravda. Evidentemente questa sua posizione radicale, seppure ispirata da un comunismo convinto, non stava bene agli apparati politici che pensavano di poter orientare a piacimento le informazioni veicolate da cinegiornali e documentari. Ma anche l'universo cinematografico che è in grande espansione in tutto il mondo come in Russia, non vede bene l'avanzare di teorie secondo le quali il cinema di fantasia deve essere bandito. Questi contrasti non fanno che rafforzare il suo convincimento di andare avanti per una strada che tronchi definitivamente con quanto era stato concepito come cinematografico fino a quel momento. Così l'introduzione di innovazioni tecnico-stilistiche come stop motion o freeze frames vanno viste non come un tradimento di quel rigore della cinecronaca-verità che è alla base delle sue teorie alla ricerca di un linguaggio nuovo che rompa con la letteratura e il teatro.Tutto il complesso teorico e la genialità di Vertov si riassumono in quella che è anche la sua opera più famosa, L'uomo con la macchina da presa (1929). Questo film è davvero rivoluzionario, scompagina la grammatica sino ad allora utilizzata (basti pensare che non sono usate didascalie, fondamentali nell'epoca del muto) e in uno sfolgorio di trovate tecnico-stilistiche ci mostra una macchina da presa che da oggetto di osservazione ne diventa il soggetto.

L'uomo con la macchina da presa - La locandina del film

L'incontro con il sonoro dà comunque origine ad un'opera notevole: Sinfonia del Donbassa/Entusiasmo (1931), dove per "sinfonia" si deve intendere la sovrapposizione di vari rumori prodotti da officine meccaniche e miniere catturate dall'orecchio di Vertov. L'ultima opera di grande valore è Tre canti su Lenin (1934), un film che lasciò traccia nella cultura europea del tempo.

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