Per iniziare a parlare
del montaggio dovremmo capire come realizzare un film, visto che la sua
funzione sarebbe quella di unire i sensi della sua narrativa. Per realizzare un
film ci vuole un regista che adotta o crea una sceneggiatura. Poi bisogna
convincere dei fondi, e quindi un produttore per produrre il film, cercando attori,
sceneggiatori, compositori, costumisti, fotografi ect…
Per creare un film
bisogna seguire le seguenti tre fasi: la pre – produzione, la lavorazione e la
post – produzione. Dopo la fase della lavorazione si può dare il via al
montaggio.
Il materiale disponibile
deve essere visionato, analizzato e ricomposto in base ad esigenze narrative,
strutturali, ritmiche ed espressive. La "composizione" avviene
attraverso tagli e unioni per mezzo di attrezzature meccaniche (come la moviola), il così detto
"montaggio scena” seguito dal montaggio
sonoro,
oppure l’informatica (workstation o software di montaggio). Fase preliminare del montaggio è la sincronizzazione, ovvero l'accoppiamento
delle immagini ai rispettivi suoni, registrati separatamente in fase di
ripresa. Non a caso, come ogni scoperta favolosa, il montaggio nasce per
errore, precisamente da Georges Méliès, tagliando e cucendo i spezzettoni di
diverse riprese, creando degli effetti speciali chiamati “vedute d’azione”.
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| La famossisima scena della navicella spaziale atterata sulla luna. Dal film "viaggio nella luna" |
Nelle immagini del montaggio, la fotografia determina l'aspetto estetico del
film. Griffith determina costituisce lo stile del montaggio in fase narrativa.
Il montaggio quindi serve a dare un senso alla scena del film. Realizzando
quindi una normale scena di un discorso, tra una parte all’altra o il seguito
di un discorso bisogna compiere il passaggio del taglio e cucito. Il suo è
quello di ricomporre elementi frantumati dall'azione scenica per dare un senso
di continuità spazio-temporale, e aggiungere elementi creando un flusso
significativo che procede anche a ritroso nel tempo creando quindi; una
comunicazione audiovisiva: carica di senso, con una sua forma specifica e un
suo ritmo, con la capacità di creare un proprio tempo e un proprio spazio. Dopo
questa funzione si possono adocchiare gli altri strumenti, come gli strumenti
del montaggio invisibile. Che cos’è il montaggio invisibile? Il montaggio
invisibile è l'illusione della realtà, con la ricostruzione dell'unità
spazio-temporale della scena, continuità al servizio della riconoscibilità
della scena. Quindi se dovessimo leggere il significato del montaggio visibile
ci accorgeremo che sarebbe il contrario di quello invisibile, quindi il regista
ci farà capire che sta girando lui la scena. Questo capita di più nei
documentari. Continuando a parlare del montaggio invisibile possiamo aggiungere
Prima degli anni ’60 chi guardava dritto alla macchina da presa era un errore
di regia. In questo caso si può capitare anche di avere delle inquadrature
corrispondenti, e cioè “campo e contro campo”. Bisogna riuscire in modo di fare
funzionare un dialogo tra due personaggi, girando ditro le quinte con alle
spalle il personaggio che vuole parlare e di fronte chi parla. Le “condizioni
della continuità” è un obbiettivo primario per il montaggio da raggiungere:
quelle relative alla scena e all'azione, quelle relative alla continuità
fotografica e quelle che rendono possibili i raccordi di montaggio. Gli
strumenti concettuali a disposizione del montaggio invisibile sono i seguenti varie. Abbiamo il montaggio di
inquadrature corrispondenti – due scene che si incontrano; l’attacco sull'asse – unione
di due inquadrature in cui l'una costituisce l'ingrandimeto o la riduzione
dell'altra, mantenendo lo stesso asse di ripresa; attacco sul movimento – quando il movimento in un’inquadratura viene
completato in quella successiva; la soggettiva quando si vede con gli occhi del protagonista; Piani d'ascolto – quando l’audio prende possesso più della
scena; Impallamento – viene girato quando la continuità tra
un'inquadratura e un'altra diventa incontrollabile; ellissi temporale – definire lo specifico tempo cinematografico
di una sequenza e di conseguenza per costruire la dinamica dell'emozione; microellissi – determinare il ritmo della scena; ellissi di grandi dimensioni – il tempo viene dichiaratamente
contratto, riuscendo a ridurre in un'unica scena una porzione di vita, ma
tenendo sempre presente il principio di continuità della stessa; montaggio alternato e parallelo – Alternato, quando due immagini
si incontrano, parallelo invece è quando due immagini non si incontreranno mai; continuità dell'ambiente sonoro – è uno degli strumenti
essenziali di continuità all'interno di una sequenza; Il fuoricampo è l'ultimo
tra gli strumenti del montaggio invisibile.
Ciò che sta al di fuori del campo
visivo non è rilevante ai fini della narrazione, a meno che esso non sia
designato. Può avere una funzione nascosta. l fuoricampo è anche ciò che non si
deve vedere; viene eliso l'inutile o ciò che deve rimanere censurato a seconda
del luogo geografico e del tempo in cui viene proiettato un film. La colonna
sonora può assumere per intero la responsabilità della dimensione narrativa.
L'uso più comune del fuoricampo audio è rappresentato dalla voce off, legata al
desiderio di spiegare. Un film che spiega una parte del montaggio è "Blow Out”, di
Braian De Palma.
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| Jack Terry (John Travolta) mentre effettua una fase di registrazione |
Jon Travolta, mentre sta registrando una scena di notte sopra il ponte di un fiume, si
trova ad assistere ad un incidente stradale. La macchina fibisce dentro l'acqua. Per capire bene cose è successo
torna allo studio montaggio, montando il video in pellicola, con la tecnica di taglio e
cucito e collegando l’audio registrato con il microfono.



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