giovedì 22 ottobre 2015

La realtà vista dal secondo piano

I film alla fine degli anni ’40 prendono riferimento alla realtà, mostrando delle storie che possano non essere inventate o sperimentate con degli effetti speciali, proprio come hanno fatto con i primi film dell’orrore. I film neorealisti prendono forma di ciò che capiti nella realtà, riprendendo la natura matrigna e facendo credere che la felicità non esiste ma che sia un qualcosa creata dall’uomo e dal suo modo di non pensare alla morte. In Italia e in Francia si prende questo effetto reale dando possibilità ai giovani registi di poter mostrare con una cinepresa dei film documentari sulla vita. Senza scuola di regia. Il primo piano dei film italiani a essere considerato neorealista è proprio un film di Luchino Visconti: “Ossessione” uscito nel 1943. Ma quello fu preso come uno dei migliori film da rappresentare la realtà una volta per tutte è “Ladri di biciclette” di Vittorio de Sica uscito nel 1948. Il film fu girato con un'ampia partecipazione di attori non professionisti, basato sul romanzo di Luigi Bartolini del ’46.
Una scena del film "Ladri di biciclette"
Ladri di biciclette, in questo caso, viene considerato un film realista da prendere spunto in una giornata quotidiana, e farci rendere conto quanto possa essere crudele a volte la vita. In compenso non vuol dire che il film sia brutto. Una grande cosa che c’è da imparare nel cinema è che nessun film è brutto e nessun altro è bello ma sono tutti un insieme di elementi che catturano il carattere di ogni persona.

Nessun commento: