venerdì 4 ottobre 2013

David Wark Griffith e il linguaggio cinematografico


David Llewelyn Wark Griffith è stato un regista, produttore cinematografico e sceneggiatore statunitense. La sua fama è probabilmente pari a quella del suo film La nascita di una nazione. La storiografia cinematografica lo riconosce come uno dei padri della settima arte, in particolare colui che stabilì le regole del cinema narrativo. Nascita di una nazione è un film muto, ed immesso nel circuito cinematografico l'8 febbraio 1915. È stato uno dei film privi di sonoro che ha fatto registrare i maggiori incassi della storia ed è stato molto importante per la storia del cinema per le tecniche innovative che apportava alla settima arte. Il film è ambientato al tempo della guerra di secessione americana, ed è composto da due parti. La prima parte mostra l'America prima della guerra civile, con due famiglie in contrapposizione: i nordisti Stoneman, con il politico abolizionista Austin Stoneman (ispirato al politico Thaddeus Stevens), i suoi due figli maschi e la figlia Elsie, e la famiglia sudista dei Cameron, con due figlie (Margaret e Flora) e tre figli maschi tra cui Ben e Phil. Nella seconda parte vengono mostrati gli effetti della Ricostruzione.

Il regista Griffith
Se dal punto di vista storico e sociale il film ebbe un ruolo molto controverso e oggi superato, dal punto di vista della tecnica cinematografica esso rappresenta un vero spartiacque nella storia del cinema, quale primo film "narrativo", reso straordinariamente vivido e potente dalla prima applicazione del montaggio analitico; inoltre è il primo film dove la storia in sé divenne il principale motivo di interesse rispetto all'impatto visuale (effetti speciali, scenografie, acrobrazie) fino ad allora preponderante.
La locandina del film
A questo punto entrò in scena Griffith, che mise a punto un sistema di inquadrature molto brevi, con tutte le tecniche finora sperimentate e con altre inedite, finalizzando il tutto alla creazione di un linguaggio cinematografico nuovo, sistematico, integrato in un unico grande corpo narrativo[8]. La narrazione "alla Griffith" venne poi perfezionata e divenne quella canonica conosciuta e usata ancora oggi, quale strumento fondamentale della tecnica cinematografica. Il pilastro di questo nuovo linguaggio era il sistema del montaggio analitico, che ricomponeva le singole inquadrature frammentarie creando alcuni effetti specifici. Si passava da piani d'insieme a piani ravvicinati, fino a primi piani molto ravvicinati e dettagli (e viceversa), seguendo lo sviluppo logico dell'azione. I tipi di raccordo tra le inquadrature del montaggio analitico erano essenzialmente tre, e sono:
 - il raccordo sull'asse: salto da un'inquadratura ampia a una più stretta mantenendo sempre lo stesso asse visivo; esso ha come sottospecie il raccordo di posizione, quando la cinepresa cambia leggermente punto di vista tra un'inquadratura e l'altra, per evidenziare un'azione.
 - il raccordo di sguardo: inquadratura di un personaggio che guarda qualcosa e salto all'inquadratura dell'oggetto guardato.
 - il raccordo di movimento: nello svolgersi del movimento di un personaggio (o di un qualsiasi altro elemento) la cinepresa si sposta per salti da un luogo all'altro, seguendo il personaggio stesso senza però movimenti di camera; regola fondamentale è evitare lo "scavalcamento di campo".
Esiste poi la tecnica del montaggio alternato, usato per unire due scene separate, che venivano montate un po' seguendo l'una un po' l'altra, con effetti particolarmente incalzanti (si pensi nel film alle storie delle due coppie di fidanzati Cameron-Stoneman ed alle loro vicende divise montate ad arte).

Raccordo di movimento

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