David Llewelyn Wark Griffith è stato un regista, produttore
cinematografico e sceneggiatore statunitense. La sua fama è probabilmente pari
a quella del suo film La nascita di una nazione. La storiografia
cinematografica lo riconosce come uno dei padri della settima arte, in
particolare colui che stabilì le regole del cinema narrativo. Nascita di una nazione è un film muto, ed immesso nel
circuito cinematografico l'8 febbraio 1915. È stato uno dei film privi di
sonoro che ha fatto registrare i maggiori incassi della storia ed è stato molto
importante per la storia del cinema per le tecniche innovative che apportava
alla settima arte. Il film è ambientato al tempo della guerra di secessione
americana, ed è composto da due parti. La prima parte mostra l'America prima
della guerra civile, con due famiglie in contrapposizione: i nordisti Stoneman,
con il politico abolizionista Austin Stoneman (ispirato al politico Thaddeus
Stevens), i suoi due figli maschi e la figlia Elsie, e la famiglia sudista dei
Cameron, con due figlie (Margaret e Flora) e tre figli maschi tra cui Ben e
Phil. Nella seconda parte vengono mostrati gli effetti della Ricostruzione.
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Il regista Griffith
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Se dal punto di vista storico e sociale il film ebbe un
ruolo molto controverso e oggi superato, dal punto di vista della tecnica
cinematografica esso rappresenta un vero spartiacque nella storia del cinema,
quale primo film "narrativo", reso straordinariamente vivido e
potente dalla prima applicazione del montaggio analitico; inoltre è il primo
film dove la storia in sé divenne il principale motivo di interesse rispetto
all'impatto visuale (effetti speciali, scenografie, acrobrazie) fino ad allora
preponderante.
A questo punto entrò in scena Griffith, che mise a punto un
sistema di inquadrature molto brevi, con tutte le tecniche finora sperimentate
e con altre inedite, finalizzando il tutto alla creazione di un linguaggio
cinematografico nuovo, sistematico, integrato in un unico grande corpo
narrativo[8]. La narrazione "alla Griffith" venne poi perfezionata e
divenne quella canonica conosciuta e usata ancora oggi, quale strumento
fondamentale della tecnica cinematografica. Il pilastro di questo nuovo
linguaggio era il sistema del montaggio analitico, che ricomponeva le singole
inquadrature frammentarie creando alcuni effetti specifici. Si passava da piani
d'insieme a piani ravvicinati, fino a primi piani molto ravvicinati e dettagli
(e viceversa), seguendo lo sviluppo logico dell'azione. I tipi di raccordo tra
le inquadrature del montaggio analitico erano essenzialmente tre, e sono:
- il raccordo sull'asse: salto da un'inquadratura ampia a una
più stretta mantenendo sempre lo stesso asse visivo; esso ha come sottospecie
il raccordo di posizione, quando la cinepresa cambia leggermente punto di vista
tra un'inquadratura e l'altra, per evidenziare un'azione.
- il raccordo di sguardo: inquadratura di un personaggio che
guarda qualcosa e salto all'inquadratura dell'oggetto guardato.
- il raccordo di movimento: nello svolgersi del movimento di
un personaggio (o di un qualsiasi altro elemento) la cinepresa si sposta per
salti da un luogo all'altro, seguendo il personaggio stesso senza però
movimenti di camera; regola fondamentale è evitare lo "scavalcamento di
campo".
Esiste poi la tecnica del montaggio alternato, usato per
unire due scene separate, che venivano montate un po' seguendo l'una un po'
l'altra, con effetti particolarmente incalzanti (si pensi nel film alle storie
delle due coppie di fidanzati Cameron-Stoneman ed alle loro vicende divise
montate ad arte).
Raccordo di movimento
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