giovedì 22 ottobre 2015

Il cinema sotto la pioggia

I musical sono stati un grande successo teatrale, e fin dall’inizio del cinema il teatro è stato un grande rivale per lo schermo gigante. Gli antichi greci usavano i grandi anfiteatri per il canto lirico, e uno spettacolo durava un giorno intero (all’incirca un nove ore) con diverse pause. Oggi il cinema ci riserva questi spettacoli in tempi molto più brevi e con l’audio regolarizzato. Ovviamente il progresso ha portato la comodità in tutti i generi per vedere uno spettacolo, come quello di mangiare pop con e patatine durante il film. Cose che in mezzo al teatro non si può assolutamente fare, sia per il rispetto degli attori che per capire meglio le battute. Almeno nel cinema quando cantano ci sono i sottotitoli. Tornando al senso di questo capitolo si può fare caso al fantastico film musical degli anni ’50 “I'm singing in the rain”, ossia “cantando sotto la pioggia”. La famosa scena di questo film è quando Gene Kelly si mette a danzare sotto la pioggia in mezzo la città per via del suo umore, avendo ricevuto una buona notizia. La pioggia è significato di pericolo, di tristezza,  e di certo non trasmette gioia. La pioggia ce la possiamo immaginare nei film dell’orrore, oppure in una scena triste come nel bacio sotto la pioggia nel film di Cast Way. Proprio verso le scene finali. Come disse la famosa frase del film “il corvo”, in un modo o nell’altro, nel bene o nel male “non può piovere per sempre”. Ecco perché la scena del film I'm singing in the rain ha qualcosa di particolare che tutt’oggi fa un bel effetto al pubblico.
La famosa scena del film
Se vi ricordate che cosa sia il “technicolor”. Comunque sia, si tratta del marchio di fabbrica di diversi procedimenti di cinematografia a colori), sappiamo che fu il secondo procedimento di cinematografia a colori a essere impiegato su larga scala. Questo procedimento con i colori saturi e realistici è stato comunemente usato per girare film musicali, come Singin' in the Raine.
La coreografia è molto importante, cos’ tanto che prende pure il posto della sceneggiatura. In fondo se dovesse vedere dei bravi ballerini in un circo, dopo lo spettacolo, chi mi saprà dire di che colore erano gli striscioni del tendone? 

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