Il cinema nasce con delle scoperte rilevanti alla Fotografia
che hanno portato al movimento delle immagini. Nel 1889 è stata una novità come
i Tablet o i Pc di oggi. I movimenti di un qualcosa che si rompeva o un gatto
che scappava. Stiamo parlando dell prime sperimentazioni di immagini in
movimento. Il primo a provare questa nuova scoperta scientifica fu Thomas Edison
con il primo gioco di immagini più avanti chiamati "fotogrammi", a
differenza della grandezza del Fotogramma dipendeva la durata del video. Il formato standar fu quello da 16 mm e più avanti quello da 35 mm (ancora usato fino a oggi). La prima prova di immagine in Movimento fu il "Fenachistoscopio". Il metodo
di proiezione che rende il cinema un successo commerciale internazionale è il
cinematografo, che, come detto, i fratelli Lumière inventano; quest'apparecchio
riprende su una pellicola da 35 mm e, se posto davanti a una lanterna magica,
funge anche da proiettore. I Lumière stabiliscono anche la velocità di 16
fotogrammi al secondo, che resta lo standard per circa 25 anni. Un analogo processo di invenzione si
sviluppa anche in Inghilterra: Robert W. Paul, fabbricante di materiail
fotografici, costruisce dei kinetoscopi su richiesta di Edison e li vende
liberamente nel suo paese, dato che il brevetto dello stesso Edison non era
stato esportato dagli Stati Uniti. Nel 1895, Paul realizza con Birt Acres un
apparecchio basato sul modello di Marey, e nel 1896 quest'ultimo mostra alla
Royal Photographic Society alcuni dei suoi film, tra cui Rough sea at Dover:
uno tra i più famosi film del cinema primitivo.
«L'effetto
più stupefacente, quello che strappò gli applausi ai membri della Royal,
generalmente pacati, fu la riproduzione di un numero di onde che si
infrangevano sulla riva, che si increspavano contro un molo, e si rompevano in
nuvole di spruzzi bianchi come la neve che sembravano nascere dallo
schermo».
Nello
stesso periodo, gli imprenditori Francis C. Jenkins e Thomas Armat presentano
il loro proiettore phantoscope a un'esposizione commerciale di Atlanta 1895,
ma la scarsa affluenza di pubblico li spinge a migliorare il loro prodotto, che
viene anche rinominato vitascope e introdotto sul mercato come vitascope di
Edison, per motivi pubblicitari. Un'altra importante invenzione per il cinema
americano nasce dal mutoscope di Herman Casler del 1904, simile a un peepshow,
che funziona attraverso un congegno di fotografie rotanti azionato da una
manovella. Qualche anno prima, nel 1896, Casler ha infatti fondato con Dickson
l'American Mutoscope Company: sviluppano macchine da prese e proiettori che
producono immagini più nitide perché impresse su una pellicola da 70 mm, un
formato doppio di quello classico.
La data della nascita del cinema, convenzionalmente
riconosciuta, è il 28 dicembre 1895, quando i fratelli Lumière proiettano per
la prima volta in pubblico il loro primo cortometraggio intitolato La sortie
des usines Lumière: l'unica inquadratura che lo compone ritrae degli operai che
escono dalla fabbrica di materiali fotografici Lumière, appunto, ed è l'esempio
essenziale degli elementi del cinema primitivo: immagini di soggetti in
movimento in un contesto reale.Questo nuovo mezzo d'intrattenimento offre alle
masse popolari uno spettacolo economico, più semplice da portare in giro
rispetto alle produzioni teatrali, nuovo rispetto ai precedenti mezzi
artistici, come libri fotografici o lanterne magiche, che raffigurano immagini
statiche o movimenti stilizzati.
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| I fratelli lumière |
La prima regola da comprendere per realizzare un mezzo
complesso come il cinema è quella secondo cui l'occhio umano percepisce il
movimento quando guarda una serie di immagini in successione ad una velocità di
almeno 16 fotogrammi al secondo. A seguito di questa constatazione, si
commercializzano vari dispositivi in grado di simulare il movimento: nel 1832
Joseph Plateau e Simon Stampfer, fisico belga il primo e professore di geometria
austriaco il secondo inventano il fenachistoscopio.
Separatamente l'uno dall'altro; nel 1833 William George
Horner inventa invece lo zootropio, e nel 1877 Émile Reynaud costruisce il
prassinoscopio. Tali strumenti si basano sulla ripetizione di un solo
movimento, dato che sono principalmente composti da una serie di figure
disegnate su un disco o una striscia di carta, che gira dietro un disco o
all'interno di un cilindro forato: guardando nei buchi si ha l'illusione del
movimento, che si ripete di continuo.
Un secondo requisito fondamentale che soggiace all'esistenza
del cinema è la possibilità di proiettare le immagini su una superficie: le
lanterne magiche non permetto una riproduzione tanto veloce da creare
l'illusione del movimento.In terzo luogo, dev'essere possibile riprendere le
immagini in rapida successione, prima di proiettarle: la prima fotografia è
realizzata da Joseph Nicéphore Niépce su una lastra di vetro, ma l'esposizione
dura circa 8 ore. Il primo negativo su carta, invece, è introdotto nel 1839 da
William Henry Talbot, ma i tempi di esposizione non riescono ancora a ridursi a
frazioni di secondo. La quarta condizione richiede che le immagini siano
impressionate su una base flessibile, che possa scorrere velocemente in una
macchina da presa e un proiettore: il vetro non è adatto a questo compito.
Geroge Eastman, quindi, nel 1888 inventa un apparecchio che impressiona rulli
di carta sensibile e che semplifica radicalmente la fotografia, permettendone
la diffusione su larga scala: la macchina fotografica Kodak.
L'ultimo ostacolo da superare, infine, consiste
nell'escogitare un meccanismo intermittente che permetta alla pellicola di
scorrere a scatti, perché se le immagini fossero state proiettate senza
interruzioni, sarebbero risultate confuse. Non è solo il cinema, però, che ha
bisogno di un simile dispositivo: anche la macchina per cucire, inventata nel
1846, ferma il tessuto molte volte al secondo per permettere all'ago di
forarlo.
Alcuni inventori che si dedicano all'analisi del movimento
danno anch'essi il loro contributo allo sviluppo del cinema: Eadweard
Muybridge, durante uno studio per analizzare la corsa dei cavalli, posiziona 12
macchine fotografiche - ciascuna con il tempo di esposizione di 1/1000 s - in
fila; costruisce poi una lanterna magica in cui proiettare delle copie delle
sue immagini. Questo lavoro ispira il fisiologo francese Étienne-Jules Marey,
il quale studia i movimenti veloci degli animali e riesce a immortalarne le
fasi grazie al fucile fotografico, che impressiona in un secondo 12 fotogrammi
posti intorno a un disco di vetro. Un altro francese, Augustine Le Prince,
riesce quasi ad inventare il cinema quando nel 1888 realizza un breve film alla
velocità di 16 fotogrami/secondo con il rullo di carta Kodak. Tuttavia, manca
di un supporto flessibile e trasparente per proiettare queste immagini, e la
sua macchina non influenza la futura storia del cinema perché non è sfruttata
commercialmente.
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| Le prime prove sullo studio di immagini in movimento. |



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